Fare anima
- Manuel Lombardi
- 12 apr 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 28 apr 2024
“Fare anima” ha un effetto curativo, salutare e vivificante. Tuttavia “fare anima” non è fare terapia. “Fare anima” è stare dalla parte dei sogni, delle ombre, degli avi, è stare dalla parte del daimon, il lato invisibile delle cose. Fare anima è stare con le immagini dell’anima, con gli eidola, gli dèi, e da lì, da quella prospettiva, guardare all’Io e ai suoi bisogni. Fare anima è stare nel sacro, nella capacità di darsi e nel piacere, nel fuoco, nel calore psichico, nella beatitudine di cui questo darsi è fonte." (Selene calloni Williams)
Perché ho scelto il termine fare anima? È un termine che non ho inventato io ma che ho sempre sentito mio da quando ho conosciuto la psicologia immaginale di James Hillman, allievo e successore di Jung, e della sua allieva Selene Calloni Williams.
Fare anima è un’attività del profondo, per chiunque voglia andare giù e scavare dentro di se, effettuare un viaggio e prendere tutti gli oggetti, eventi, persone e riportarli alla loro natura di immagini archetipiche, simboli, ombre e quindi alla loro forma originaria, priva dello spazio tempo, che è dimensione dell’Io.
Significa smaterializzare, deletteralizzare qualsiasi parte che incontriamo di noi e di tutto ciò che circonda e renderla immagine primordiale, e lasciarla esprimere semplicemente per quello che è, lontana da qualsiasi giudizio e pregiudizio.
Significa imparare a vedere che tutto quello che percepiamo è dato dal senso dell’oggettività delle cose, che sono gli inganni che il nostro IO percepisce come reali perché si identifica con i sensi e con la materia anziché comprendere che siamo coscienza e anima che fa una esperienza illusoria.
Significa prendere ogni esperienza e riportarla alla fonte, prendere la realtà e ricondurla all’origine di tutto.
Significa entrare in un mondo dove le immagini e tutto quello che regna al di sopra e al di sotto dei confini della nostra terra possono comunicare con noi: il regno della medesimezza, del qui e ora, del momento presente, e capire che di fatto è l’unico momento reale al di là dello spazio e del tempo, tutto il resto esiste soltanto nella nostra mente.
In che modo è possibile fare anima? Comunicando con essa per farla esprimere, attraverso le metafore, i simboli, gli archetipi, i miti, la teatralizzazione, l’espressione artistica, riportando cosi tutti i contenuti che viviamo come destabilizzanti e patalogicizzanti alla sua rappresentazione primaria, togliendo loro tutto il costrutto culturale, sociale e morale dato dall’IO.
Ed è per questo che ho scelto di approfondire l’astrologia, la tarologia, il sound healing, le costellazioni familiari e la deprogrammazione creativa, lavorando quindi con le immagini, i simboli, gli archetipi, i suoni e come si esprimono sul corpo e utilizzarli con le persone che scelgono di incontrarmi.
Se continuiamo a parlare con la mente e con l’IO va da se che stiamo parlando con ciò che ha generato il sintomo e ne ha tutte le ragioni, mentre per poter fare un passo in più bisogna andare oltre l’Io e parlare il linguaggio dell’anima, il linguaggio dell’inconscio che risponde a tutto questo in maniera molto più diretta che farlo attraverso i ragionamenti della mente.
Per risolvere un conflitto creato dalla mente dobbiamo andare a comunicare direttamente alla fonte e onorare quella parte che richiede di essere vista e amata.