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Fatti di cronaca e Lilith

  • Immagine del redattore: Manuel Lombardi
    Manuel Lombardi
  • 28 ago 2023
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 28 apr 2024

In merito a ciò che ho scritto negli ultimi blog riguardo l’energia potente e tellurica che si muove sotto le fondamenta della psiche collettiva credo che gli archetipi si sono mossi in maniera abbastanza esplicita per confermarci quanto abbiamo ancora bisogno di vedere di queste energie così profondamente radicate dentro OGNUNO DI NOI, nessuno escluso! La forza di questa Venere retrograda e di questa Lilith che si sono uniti nel cielo a casa del Sole ci pongono la questione di far parlare questi archetipi tra di loro e trasformarli attraverso l'energia che il segno del Leone porta con se, quella del Cuore. Questa è una energia che abbiamo il compito di prenderne un piccolo pezzettino ciascuno e trasformarla dentro di noi per poter fare il cambiamento necessario che ci sta venendo chiesto.

Per farlo non posso utilizzare parole mie perché nonostante mi appartenga come energia, in questo momento non ho il diritto di farlo quanto come in realtà spetti alla donna, che ha dovuto subire il potere del patriarcato. E quindi il mio ruolo è quello di condividere e dare voce a una donna che lascia parlare la propria Lilith, il femminile puro e istintuale che è stato cacciato nelle viscere della terra , come il mito racconta.

Infatti Lilith fu la prima compagno di Adamo, creata insieme ad esso, non estratta dalla sua costola. Erano due essere paritari che governavano L’Eden. Adamo attraverso l’atto sessuale vuole prendere il sopravvento su Lilith imponendole di stare sotto di lui. Lilith non vuole sentirsi dominata e si oppone ad Adamo e poi si rivolge a Dio. Fedele allo scopo di rappresentazione della nascita del patriarcato questo mito vuole che Dio non intervenga a favore di Lilith ma al contrario approvi la volontà di Adamo. Lilith esplode di rabbia, e cacciata fugge verso il Mar Rosso. Ad Adamo viene assegnata un’altra donna, Eva, generata dalla costola, mentre Lilith diventa madre degli incubi, unendosi al demonio diventando le stessa demone generatrice di essere terrificanti che disturbano sono degli uomini. Per quanto possiamo negarlo, questo mito ci abita nelle viscere da migliaia di anni e lo subiamo in continuazione. È arrivato il momento di cambiare la narrazione se vogliamo ottenere un risultato differente e per farlo abbiamo l’obbligo di guardare in faccia questa paura e questa rabbia che abita dentro ognuno di noi.

Ma ecco le parole che ho trovato molto rappresentati di questo archetipo che una donna ha fatto rivivere attraverso di se con queste parole:

"Caro Uomo, oggi voglio finalmente prendermi del tempo per SPIEGARTI la RABBIA delle DONNE. C’è. È enorme. Sembra non finire mai.

Anche se tu troppo spesso non la vuoi vedere, cerchi di scacciarla come si scacciano le mosche, con gesti bruschi, come gli “adesso basta, di cosa vi lamentate ancora, avete tutto, vedetevela, stai esagerando, se l'è cercata, Ah, ma tu hai un problema con gli uomini, risolvitela”, ecc ecc.

Invece è proprio così. Siamo arrabbiate. Furibonde. Ferite. Devastate.

Da secoli.

E non va via.

Anche se ce la stiamo vedendo e, ti garantisco, che ce la stiamo vedendo tutta.

È come un vestito che ci hanno messo addosso le nostre antenate prima che nascessimo, ed è diventato la nostra vera pelle. Sembra non volersi togliere più.

Non ci divertiamo a portarla questa eredità distruttiva, credimi.

Ma tu, caro uomo, adesso la rabbia delle donne la devi vedere. Te ne devi accorgere.

Vedo ancora che ti stupisci quando emerge, magari dopo che, allegramente e del tutto "sbadatamente", lanci battute del tipo: “Ho fatto una classifica delle tue amiche e tu sei risultata prima con la tua carica erotica…” E pensi di averle fatto un complimento invece lei sta vomitando lo schifo di secoli e lo stomaco le si sta attorcigliando su se stesso e tu neanche sei consapevole, nel tuo cuore ferito, che la stai ferendo perché sei furioso con la tua mamma e non vuoi guardare la rabbia che tua mamma aveva verso tuo padre. Ancora non lo vuoi vedere il tuo dolore di loro due in guerra e del tuo sguardo sugli uomini che è intriso della RABBIA DI TUA MADRE che si è svenduta (quante volte?) per una carezza o per bisogno di sicurezza oppure ha tiranneggiato tutta la famiglia in cerca di vendetta.

E poiché tu non lo vuoi vedere questo schifo, perdiamo tutti.

Caro uomo, guarda in faccia tua madre. Lo puoi sentire la furia cieca e omicida che aveva verso tuo padre? Il suo disgusto. La sua infelicità. La sua rabbia. Lo senti il divieto che aveva tua madre di AVERE BISOGNI SUOI e di ESPRIMERLI? Lo puoi comprendere com’è vivere negando i propri bisogni?

Quali erano i bisogni della tua mamma che non ha mai avuto il coraggio di esprimere?

Per quanti anni, con un amore sconfinato e cieco, hai cercato di salvarla, hai offerto la tua vita a lei?

Diventa consapevole che questo amore cieco ti tornava sempre indietro come un boomerang pieno di rabbia per l’impotenza di non poter fare nulla per lei. E così questa tua frustrazione, questa mancanza di libertà, è diventata nuovamente rabbia. Rabbia di figlio non al suo posto, un figlio accanto alla mamma, smarrito e senza il permesso di essere uomo, come tuo padre. E, senza mai poterlo ammettere, la vorresti uccidere. E le vorresti distruggere tutte.

Per favore, Uomo, non fare più finta che non ci sia. Senti il dolore che c’è dentro di te. Il tuo fuggire dai padri, dagli uomini, diventando incapace di proteggere e di amare. Guardati come, con agiti inconsci, le devasti le donne. Pretendi, accusi, svaluti. Le disprezzi. Le inganni. Le violenti. Ancora, ancora e ancora.

No, non siamo malate, né isteriche, né nevrotiche. Siamo solo ancora molto, molto arrabbiate. Da circa 5000 anni. Da quando è stato cancellato il nostro posto nel mondo. Da quando è stato negato il Volto del Divino femminile nel cuore. Da quando è stata bruciata sui roghi la nostra spontanea connessione con Madre Terra. Siamo arrabbiate anche con la via scelta dalle nostre zie, nonne e mamme femministe che ci hanno costrette a diventare UOMINI. Così SIAMO diventate uomini, anche migliori di voi.

Quanto dolore… Oggi sappiamo che neanche questa è la "soluzione" che il nostro Cuore desidera.

E qual è allora la Via d'uscita? La stiamo cercando.

Ma tu, uomo, fai il tuo. SVEGLIATI. Quando hai davanti una donna, hai davanti a te circa sette generazioni di esseri umani mutilati nel corpo e nell’anima. Smettila di voltare lo sguardo. C’è anche tua madre lì. Anche tua sorella. Guardale. Sentila quella rabbia che distrugge il tuo potete maschile. Rispettala Onorala. Accettala.

Noi ci stiamo lavorando, te lo garantisco, ma ci vuole tempo.

E ti chiediamo TEMPO e di fare anche tu quel lavoro doloroso di andare a contattarla questa rabbia che distrugge ogni possibilità di fioritura armonica tra noi. Distrugge l’espressione naturale della nostra biologica. Ci impedisce di servire INSIEME la vita, con ruoli diversi.

Ti ripeto: noi la stiamo sentendo tutta, nelle nostra carne. Nel profondo di ogni cellula, nelle aritmie del cuore. Nell’utero, che si ripiega su se stesso e, sempre più spesso, nega la vita.

Da oggi in poi, quando sei davanti a una donna, ACCORGITI che LEI NON HA PIÙ LA PELLE.

Le è stata strappata via da secoli di mancanza di rispetto e vigliaccheria. Secoli di menzogna. Di paura e abusi.

Quando hai davanti una donna, guardala. È senza pelle.

Sii delicato. Sii presente. Sii attento. Non vogliamo battute. Non vogliamo classifiche. Non vogliamo giochetti pseudo-erotici. Non possiamo più tollerare il far finta di niente.

Noi stiamo lavorando duramente per tornare a essere DAVVERO disponibili all'Amore .

Vogliamo Amore. Pazienza. Radicamento. Il tuo radicamento nella tua energia maschile. Sai cosa intendo? No? Vai a riscoprila, allora. Cerca. Fatti le domande giuste.

Caro uomo, abbi il coraggio, come stiamo facendo noi con le madri, di ritornare da tuo padre in ginocchio e, dopo averla sentila la rabbia e il disprezzo di tua madre verso di lui, lascia a lei il suo sguardo sui padri e mettiti lì, proprio accanto agli uomini del tuo lignaggio, ad attingere alla loro FORZA IMMENSA, mettendola, finalmente e per la prima volta dopo secoli, a servizio della Vita e dell’Amore.

Caro uomo, la rabbia delle donne c’è. Anche in quelle donne che continuano a negarla. C'è. Svegliati, uomo. Prendila in mano, questa rabbia. Fanne fiori e pietre preziose per il mondo Tu oggi puoi.

Con rispetto e devozione, Lila Una donna a servizio delle altre donne e dell’Amore."

IO SUBISCO E METTO IN ATTO LO STUPRO, da quando sono nato.

Cosa posso fare per me e per il collettivo se prima non vedo questo dentro di me?

Tutto questo non può più essere messo a tacere, e noi dobbiamo essere i primi a gridare!

Manuel Lombardi

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